E’ stato presentato a Cascina Oremo il progetto «Casa per noi», che nasce dalla necessità di costruire una risposta dignitosa e sostenibile al «dopo di noi», per le persone con disabilità intellettiva e con autismo. Il progetto si colloca nell’ambito della Legge 112/2016 e prevede non semplicemente un alloggio, ma un vero e proprio percorso di vita, che metta al centro la persona, le sue capacità e i suoi desideri di autonomia.
Così grazie ai fondi messi a disposizione dall’impresa sociale «I Bambini delle Fate», Domus Laetitiae ha acquistato due immobili a Biella: il primo in via delle Roggie 19 – destinato a diventare la casa per quattro persone con disabilità intellettiva e autismo – e il secondo in via Rigola 41 – da utilizzare come laboratorio volto all’autonomia, per attività propedeutiche alla vita indipendente -, gestito insieme alle associazioni delle famiglie Angsa e Agenda. «E’ un grande traguardo, realizzato grazie a molte aziende biellesi – dice Donatella Coda Zabetta, incaricata del progetto e responsabile territoriale de I Bambini delle Fate -. Si è creata una rete di solidarietà, grazie alla presenza di Domus Laetitiae, Angsa Biella e Agenda. L’investimento per l’acquisto degli immobili è stato di 200.000 euro».
I Bambini delle Fate sono un’impresa sociale fondata nel 2005 da Franco Antonello, padre di un ragazzo autistico: garantisce sostegno economico continuativo a progetti di inclusione per autismo e disabilità, coinvolgendo aziende e cittadini in tutta Italia.
In via delle Roggie, da quasi un anno (prima l’appartamento era in affitto) vive Andrea, 26 anni, supportato da un supervisore, presente 24 ore al giorno. Il passaggio alla vita indipendente sarà graduale, con un accompagnamento educativo che si riduce progressivamente man mano che si consolidano le competenze quotidiane (gestione della casa, dei pasti, delle relazioni). In parallelo, il Servizio al Lavoro di Cascina Oremo affiancherà i beneficiari nella ricerca attiva di un impiego, con case manager e orientatori dedicati.
Oltre a rispondere ai bisogni dei beneficiari diretti, il progetto intende porsi come modello replicabile per altre famiglie e territori, dimostrando che un percorso di vita autonoma e dignitosa è possibile anche per persone con disabilità intellettiva.






